e lei mi è precipitata contro:
ci siamo stretti e stretti con la forza d uno spasmo totale fatto di bisogno e riconoscenza e sollievo allo stato puro.
Era un abbraccio in cui perdere tutti gli ordini
e le suddivisioni che avevamo e non ritrovarli più;
un’elasticità infinita che partiva dalle nostre parti più interne
e ci attraversava strato a strato fino ad affiorare alla superficie dei muscoli e alla pelle
e tornare indietro con un brivido
che si rompeva a spasmi più brevi
come le scosse intermittenti di un pianto molto lontano.
Era un abbraccio che non assomigliava a nessun altro abbraccio della mia vita, anche se avessi potuto sforzarmi di ricordare:
come uno sbadiglio di tutta l’aria respirabile del mondo,
un terremoto maremoto che ci toglieva l’appoggio da sotto
e ci sommergeva e ci portava molto in alto e molto in basso
e ci lasciava dove eravamo.:::


