martedì 20 gennaio 2009

Sono una donna


::: Nessuno può immaginare
quel che dico quando me ne sto in silenzio
chi vedo quando chiudo gli occhi
come vengo sospinta quando vengo sospinta
cosa cerco quando lascio libere le mie mani.

Nessuno, nessuno sa
quando ho fame quando parto
quando cammino e quando mi perdo,
e nessuno sa
che per me andare è ritornare
e ritornare è indietreggiare,
che la mia debolezza è una maschera
e la mia forza è una maschera,
e che quel che seguirà è una tempesta.

Credono di sapere
e io glielo lascio credere
e avvengo.

Hanno costruito per me una gabbia affinché la mia libertà
fosse una loro concessione
e ringraziassi e obbedissi.

Ma io sono libera prima e dopo di loro,
con loro e senza di loro
sono libera nella vittoria e nella sconfitta.
La mia prigione è la mia volontà!
La chiave della prigione è la loro lingua
ma la loro lingua si avvinghia intorno alle dita del mio desiderio
e il mio desiderio non riusciranno mai a domare.

Sono una donna.

Credono che la mia libertà sia loro proprietà
e io glielo lascio credere
e avvengo. :::

6 commenti:

vitaedamore ha detto...

L'importante è che tu sappia di essere libera.

Più dei tramonti, più del volo di un uccello
la cosa meravigliosa in assoluto
è una donna in rinascita
Quando si rimette in piedi,
dopo la catastrofe, dopo la caduta, che uno dice…è finita.
No, non è mai finita, per una donna.
Una donna si rialza sempre,
anche quando non ci crede, anche se non vuole.
Non parlo solo dei dolori immensi,
di quelle ferite da mina anti-uomo
che ti fa la morte o la malattia.
Parlo di te,
che questo periodo non finisce più,
che ti stai giocando l'esistenza in un lavoro difficile,
che ogni mattina hai un esame
peggio che a scuola
Te, implacabile arbitro di te stessa,
che da come il tuo capo ti guarderà,
deciderai se sei all'altezza o se ti devi condannare.
Così ogni giorno
e questo noviziato non finisce mai,
e sei tu che lo fai durare.
Oppure parlo di te,
che hai paura anche solo di dormirci, con un uomo,
che sei terrorizzata che una storia ti tolga l'aria,
che non flirti con nessuno perché hai il terrore che qualcuno si infiltri nella tua vita.
Peggio, se ci rimani presa in mezzo tu,
poi ci soffri come un cane.
Sei stanca.
C'è sempre qualcuno con cui ti devi giustificare,
che ti vuole cambiare,
o che devi cambiare tu per tenertelo stretto,
e così stai coltivando la solitudine dentro casa.
Eppure te la racconti, te lo dici anche quando parli con le altre
'io sto bene così, sto bene così, sto meglio così'
e il cielo si abbassa di un altro palmo.
Oppure con quel ragazzo ci sei andata a vivere,
ci hai abitato Natali e Pasque,
in quell'uomo ci hai buttato dentro l'anima,
ed è passato tanto tempo
e ce ne hai buttata talmente tanta, di anima,
che un giorno cominci a cercarti dentro lo specchio,
perché non sai più chi sei diventata.
Comunque sia andata, ora sei qui.
E so che c'è stato un momento che hai guardato giù
e avevi i piedi nel cemento.
Dovunque fossi, ci stavi stretta.
Nella tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine,
ed è stata crisi.
E hai pianto. Dio, quanto piangete ragazze...
Avete una sorgente d'acqua nello stomaco.
Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata,
alla fermata della metro, sul motorino.
Così, improvvisamente. Non potevi trattenerlo.
E quella notte che hai preso la macchina
e hai guidato per ore,
perché l'aria buia ti asciugasse le guance.
E poi hai scavato, hai parlato
quanto parlate ragazze.
Lacrime e parole.
Per capire, per tirare fuori una radice lunga sei metri
che dia un senso al tuo dolore
….'perché faccio così?'
'com'è che ripeto sempre lo stesso schema?'
'sono forse pazza?'
Se lo sono chiesto tutte.
E allora... vai,
giù con la ruspa dentro la tua storia,
a due, quattro mani,
e saltano fuori migliaia di tasselli, un puzzle inestricabile
Ecco, è qui che inizia tutto. Non lo sapevi?
E' da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti così,
scomposta in mille coriandoli, che ricomincerai.
Perché una donna ricomincia comunque.
Ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti.
Ti servirà una strategia,
dovrai inventarti una nuova forma per la tua nuova 'te',
perché ti è toccato di conoscerti di nuovo, di presentarti a te stessa.
Non puoi più essere quella di prima,
prima della ruspa
Non ti entusiasma?
Ti avvincerà lentamente
innamorarsi di nuovo di sé stessi o farlo per la prima volta
è come un diesel, parte piano.
Bisogna insistere, ma quando va in corsa...
E' un'avventura ricostruire sé stesse, la più grande.
Non importa da dove cominci, se dalla casa,
dal colore delle tende, o dal taglio dei capelli.
Io ho sempre adorato donne in rinascita,
per questo meraviglioso modo di gridare al mondo 'sono nuova'
con una gonna a fiori
o con un fresco ricciolo biondo.
Perché tutti devono vedere e capire
'attenti…il cantiere è aperto
stiamo lavorando per voi... ma soprattutto per noi stesse…'
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia,
per chi la incontra e per se stessa.
E' la primavera a novembre,
quando meno te la aspetti

Jack Folla

cieloeinfierno ha detto...

solo noi sappiamo come essere donne^^..

dolce serata nanita

Kylie ha detto...

Le donne hanno una forza e una marcia in più, ma possono essere anche fragili.
Un bacione cara e buon mercoledì!

Pupottina ha detto...

molto belle le tue parole, tutte la femminile... troppo spesso non comprese dall'altra metà maschile...
almeno abbiamo la liberà interiore...

Anonimo ha detto...

:)

Buona Giornata!

Titti ha detto...

cara nana,
completamente sono del tuo stesso parere... come dice pupottina,
noi abbiamo la liberta' interiore... e nessuno non puo' violarla... nessuno!

a proposito mi e' piaciuta quella canzone di gianna nannini che hai posto sotto... e' bellissima...
un bacione grande